Ogni anno, più o meno nello stesso periodo, succede sempre la stessa cosa… ci si ferma un attimo, si guarda indietro e si prova a fare un bilancio di fine anno 😅
Il problema non è farlo ma è come lo si fa. Se il tuo bilancio di fine anno si conclude sempre con frasi tipo:
“ho speso troppo”,
“non sono riuscito a mettere via nulla”,
“l’anno prossimo lavorerò di più”,
Allora probabilmente stai solo accumulando sensi di colpa.
Questo atteggiamento ti porterà, l’anno dopo, a ritrovarti sempre nello stesso punto. Ti torna?
📌 INDICE
1️⃣ Perché il bilancio di fine anno tradizionale non funziona
2️⃣ Perché ogni anno è uguale al precedente
3️⃣ Le convinzioni più comuni che ti tengono nella ruota del criceto
4️⃣ Le domande giuste da farti a fine anno
5️⃣ Le azioni concrete per preparare il cambiamento
✉️ Conclusione
1️⃣ Perché il bilancio di fine anno tradizionale non funziona
La maggior parte delle persone fa il bilancio di fine anno guardando solo due cose: quanto ha guadagnato e quanto ha speso.
È un approccio limitato, perché fotografa il passato ma non orienta il futuro e di solito genera quasi sempre due emozioni:
frustrazione
senso di colpa
E quando una persona è frustrata o si sente in colpa, difficilmente cambia strategia se non ne diventa consapevole.
Si promette solo di fare più fatica.
Il punto è che pensare di lavorare di più senza cambiare prima alcune dinamiche non è una grande strategia.
È una reazione… ti suggerisco di leggere anche questo articolo: LAVORARE MENO, VIVERE MEGLIO: Ecco il segreto
Un vero bilancio di fine anno dovrebbe aiutarti a capire se stai andando nella direzione giusta, non solo se sei stato “bravo” o “cattivo”
2️⃣ Perché ogni anno è uguale al precedente
A questo punto è chiaro che il bilancio di fine anno tradizionale non funziona.
Ma c’è una domanda ancora più importante da farsi:
“perché, pur rendendocene conto, continuiamo a ripetere gli stessi schemi?”
La risposta non è nella mancanza di volontà, ma è nella struttura mentale con cui affrontiamo il cambiamento.
Albert Einstein diceva:
“Non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che lo ha creato.”
Ed è esattamente ciò che dobbiamo evitare di fare 😎
Il vero errore: guardare il futuro con la testa del passato
Quando fai il bilancio di fine anno, il tuo cervello tende a fare una cosa molto precisa:
usa le stesse categorie, le stesse convinzioni e le stesse paure dell’anno che si è appena concluso.
In pratica:
analizzi il futuro con strumenti vecchi
cerchi risultati nuovi con abitudini identiche
vuoi un cambiamento senza cambiare il punto di vista
È come pretendere di andare a sinistra girando il volante a destra… non è semplice giusto? 😂
Il bilancio di fine anno come rito (non come strumento)
Per molte persone il bilancio di fine anno è diventato un rito emotivo, non uno strumento strategico.
Un momento in cui:
si elencano gli “errori” commessi
si fanno promesse generiche
si spera che “questa volta vada meglio”
Ma la speranza, da sola, non cambia nulla.
Come scriveva Seneca:
“Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, è perché non osiamo che sono difficili.”
Se il bilancio di fine anno non ti porta a osare qualcosa di diverso, resta solo una fotografia malinconica.
La trappola della continuità invisibile
Uno dei motivi per cui ogni anno è uguale al precedente è che il cambiamento viene sempre percepito come qualcosa di grande, faticoso e rischioso.
“Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quel che perde e non sa quel che trova”
Così succede questo:
rimandi
ti dici “non è il momento”
resti nella zona conosciuta
Il problema è che la continuità invisibile lavora contro la tua evoluzione.
Giorno dopo giorno fai piccole scelte coerenti con il passato, e a fine anno ti ritrovi nello stesso scenario.
Il bilancio di fine anno diventa allora una conferma, non una svolta.
Identità prima delle azioni
C’è un altro punto fondamentale che spesso viene ignorato.
Prima delle azioni ci sono le identità e cioè in cosa tu ti identifichi. Se dentro di te ti percepisci come:
uno che “fa fatica”
uno che “non è portato”
uno che “si accontenta”
anche il miglior bilancio di fine anno verrà interpretato in una modalità limitante.
Come diceva William James:
“Il più grande cambiamento della vita è scoprire che puoi cambiare il tuo atteggiamento.”
Il bilancio di fine anno non serve a dirti chi sei stato.
Serve a scegliere chi vuoi diventare.
La vera funzione del bilancio di fine anno
Un buon bilancio di fine anno non dovrebbe portare a chiederti:
“dove ho sbagliato?”
ma:
“quali schemi sto ripetendo?”
“quali regole sto usando senza più metterle in discussione?”
“quali sono le mie abitudini limitanti?”
Solo quando porti il bilancio di fine anno a questo livello, smette di essere un esercizio sterile e diventa un punto di svolta reale.
Nel prossimo capitolo vedremo quali sono gli ostacoli concreti che mantengono questi schemi attivi, anche nelle persone intelligenti e motivate 💪
3️⃣ Le convinzioni più comuni che ti tengono nella ruota del criceto
Quando fai il bilancio di fine anno e ti rendi conto che, nonostante l’impegno, sei ancora più o meno allo stesso punto, la soluzione non la trovi nel mondo esterno.
Tutto ciò che ti serve è dentro di te. Le convinzioni con cui leggi la realtà e prendi decisioni sono determinanti.
Le convinzioni non sono pensieri occasionali.
Sono regole interiori che guidano il tuo comportamento in automatico, spesso senza che tu te ne accorga.
Finché non ne diventi cosapevole, tutto ciò che è sabotante/limitante, continuerà a lavorare contro di te.
“Devo lavorare di più per meritare di più”
È una delle convinzioni più diffuse.
Ti porta a pensare che ogni miglioramento debba passare dalla fatica, dal sacrificio continuo, dal “stringere i denti”.
Il risultato è che:
lavori sempre di più
hai sempre meno energia
non hai mai tempo per fermarti a pensare
E senza pensiero strategico, il bilancio di fine anno non può cambiare.
“Non sono portato/a per i soldi / la finanza non fa per me”
Questa convinzione è subdola perché sembra umile, ma in realtà è una forma di rinuncia.
Ti auto-escludi da:
educazione finanziaria
gestione consapevole del denaro
costruzione della libertà finanziaria
Così deleghi tutto: alla banca, al consulente, al caso e ogni fine anno interpreti lo spettatore, non il protagonista.
“Prima sistemo tutto il resto, poi penserò a me”
Famiglia, lavoro, responsabilità, c’è sempre qualcosa di più urgente di te.
Questa convinzione ti porta a rimandare costantemente:
lo studio
la crescita personale
la cura interiore
la costruzione di alternative
Il bilancio di fine anno, così, diventa la prova che “non è mai il momento giusto”.
“È troppo tardi per cambiare”
Un’altra convinzione molto comune.
Ti dice che avresti dovuto muoverti prima, che ora è tardi, che il treno è passato.
In realtà questa idea nasce dal tentativo del tuo incoscio di proteggerti dal rischio del cambiamento, ma nella realtà, è semplicemente sostenuta da una paura.
Finché credi che sia tardi, resti fermo, di coseguenza ogni bilancio di fine anno conferma la stessa storia.
“Se faccio qualcosa di diverso, deluderò qualcuno”
Questa convinzione è meno visibile, ma potentissima.
Ti tiene legato alle aspettative degli altri: famiglia, colleghi, ambiente.
Così:
non cambi strada
non esplori alternative
non esci dal ruolo che ti sei costruito
Il prezzo lo paghi dentro, anno dopo anno.
La Via dell’Amore: la vera uscita dalla ruota
Qui entra in gioco La Via dell’Amore.
Non come filosofia astratta, ma come percorso di riconoscimento e trasmutazione delle convinzioni.
La Via dell’Amore parte da un presupposto semplice:
non puoi costruire libertà fuori se prima non liberi ciò che ti blocca dentro.
In pratica significa:
osservare le convinzioni senza giudicarle
riconoscere da dove nascono (paura, bisogno di approvazione, insicurezza)
trasmutarle in nuove regole più allineate alla tua vita
Non si tratta di “pensare positivo”, si tratta di tornare responsabile del tuo mondo interiore.
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Dal bilancio di fine anno alla verità interiore
Un vero bilancio di fine anno non dovrebbe solo portarti a chiedere:
“quanto ho guadagnato?”
ma anche:
“quali convinzioni hanno guidato le mie scelte?”
“quali paure ho lasciato decidere per me?”
“quali parti di me ho messo in pausa?”
La Via dell’Amore ti insegna a guardare queste risposte con onestà, senza colpa e senza fuga.
Ed è lì che il bilancio di fine anno smette di essere una lista di numeri e diventa un atto di consapevolezza.
Nel prossimo capitolo vedremo come trasformare questa consapevolezza in domande nuove e azioni concrete, capaci di preparare davvero il terreno per un anno diverso.
4️⃣ Le domande giuste: dal bilancio di fine anno alla direzione della tua vita
Dopo aver riconosciuto le convinzioni che ti tengono nella ruota del criceto, il passo successivo è uno solo:
cambiare le domande.
Questo è il punto di svolta del bilancio di fine anno, perchè finché continui a ripeterti le stesse cose, anche con più consapevolezza, le risposte resteranno limitate.
Le nuove domande che ti elencherò tra poco, invece, hanno il potere di spostare lo sguardo, l’energia e le azioni.
La Via dell’Amore parte proprio da qui:
non dal giudizio, ma dall’osservazione sincera di ciò che stai creando nella tua vita.
Dal “quanto ho speso?” al “cosa sto costruendo?”
La domanda classica del bilancio di fine anno è quasi sempre quantitativa:
quanto ho guadagnato, quanto ho speso, quanto mi è rimasto.
Sono domande legittime, ma incomplete, perchè misurano solamente il movimento dei soldi, non la direzione della tua vita.
Una domanda più evoluta è:
“Cosa ho costruito quest’anno, anche se ancora non produce risultati?”
Qui rientrano:
competenze nuove
relazioni sane
percorsi iniziati
La Via dell’Amore ti insegna a riconoscere valore anche dove l’ego vede “non abbastanza”.
La domanda che spaventa di più (ed è per questo che funziona)
“Da quante persone o situazioni dipendo oggi?”
Questa domanda mette a nudo una verità spesso scomoda.
Dipendere totalmente da un solo reddito, da un solo ruolo o da un solo contesto crea paura.
E la paura, come abbiamo visto, alimenta le convinzioni limitanti.
Nel bilancio di fine anno questa domanda serve a riportarti all’assunzione felice delle tue responsabilità e non al senso di colpa.
Meno dipendenze significa più libertà interiore, prima ancora che finanziaria.
Il tempo come indicatore di verità
Un’altra domanda fondamentale, spesso ignorata, è:
“Quante ore libere ho in più rispetto all’anno scorso?”
Il tempo è uno specchio molto onesto.
Se lavori di più ma vivi peggio, qualcosa non sta funzionando.
Se guadagni uguale ma hai più spazio mentale e più tempo, stai andando nella direzione giusta.
La Via dell’Amore osserva molto questo indicatore perché è lì che senti se la tua vita è allineata con te o è forzata.
Le domande interiori (semplici ma potenti)
Accanto alle domande pratiche, il bilancio di fine anno può includere anche domande interiori, semplici ma potenti:
“In quali situazioni ho agito per paura?”
“Dove mi sono tradito per compiacere?”
“Cosa ho rimandato per non deludere qualcuno?”
Non servono risposte perfette.
Serve solo onestà.
Queste domande non servono a colpevolizzarti, ma a liberare energia bloccata, ed è esattamente ciò che propone La Via dell’Amore: riconoscere, accogliere, trasmutare.
Dal bilancio di fine anno all’intenzione consapevole
Quando il bilancio di fine anno integra sia le domande esterne sia quelle interiori, accade qualcosa di diverso.
Non stai più cercando di “fare meglio”, stai scegliendo come vuoi vivere in modo più consapevole.
Da questa scelta nasceranno le azioni giuste, per creare ciò che è davvero conveniente per te.
Nel prossimo capitolo vedremo come trasformare queste domande in azioni concrete, capaci di preparare davvero il terreno per un cambiamento reale nell’anno successivo.
5️⃣ Le azioni che preparano davvero il cambiamento
Dopo aver visto le convinzioni che ti tengono fermo e le domande giuste da porti nel bilancio di fine anno, arriva il punto più delicato:
le azioni.
Qui molte persone si bloccano, non perché non sappiano cosa fare, ma perché cercano l’azione “giusta”, quella perfetta, quella risolutiva.
In realtà il cambiamento non nasce da azioni eroiche, ma da azioni coerenti.
La Via dell’Amore condivide anche questo principio:
non forzare, non scappare, non giudicare, impara ad agire in una modalità allineata a te.
Dalle promesse alle micro-scelte quotidiane
Uno degli errori più comuni dopo il bilancio di fine anno è riempirsi di buone intenzioni.
“L’anno prossimo farò questo, sistemerò quello, cambierò tutto.”
Il problema è che le promesse non cambiano la realtà.
Le scelte quotidiane, invece sì.
Un’azione coerente con il te di questo momento può essere anche “piccola”, ma ripetibile.
È qualcosa che puoi fare anche quando sei stanco, anche quando hai paura.
Ed è proprio per questo che funziona.
Costruire libertà finanziaria senza violenza interiore
Nel metodo Progetto Libertà, la libertà finanziaria non è una corsa…. è una costruzione graduale.
Azioni concrete, ma sostenibili:
dedicare tempo all’educazione finanziaria, non solo al lavoro
iniziare una fonte di reddito extra, anche piccola
investire solo ciò che non ti serve per vivere
proteggere il potere d’acquisto
ridurre le spese che non ti danno valore reale
Prova a dare un occhio a questi articoli:
– LIBERTÀ FINANZIARIA: Da Dove Iniziare per Smettere di Contare i Soldi
– GUADAGNO SICURO ONLINE: Verità o Utopia?
– VOGLIO FARE SOLDI VELOCEMENTE: Cosa Devi Assolutamente Sapere
– INVESTIMENTI IMMOBILIARI – Guadagnare Con Gli Affitti Brevi
Queste azioni hanno un impatto enorme nel tempo, perché abbassano la paura.
E quando la paura diminuisce, le convinzioni limitanti perdono forza.
Meno dipendenza, più spazio interiore
Ogni azione che riduce una dipendenza aumenta la tua libertà.
Dipendenza da:
un solo stipendio
un solo ruolo
un solo contesto
giudizi sabotanti
Nel bilancio di fine anno, una buona domanda è:
“Quale dipendenza posso ridurre quest’anno, anche solo un po’ ?”
La risposta non deve essere drastica, deve essere vera e attuabile dal te di oggi.
Il tempo come atto di amore verso te stesso
Un’azione spesso sottovalutata è proteggere il tempo.
Non possiamo chiaramente impedire che il tempo avanzi,
ma possiamo di certo scegliere come investirlo 😉
Anche solo:
30–60 minuti al giorno
senza notifiche
senza rumore
per studiare, riflettere, respirare, fare chiarezza… senza spazio, nessun cambiamento regge.
Hai bisogno di una mano su questo punto?
Ho scritto un articolo che potrebbe esserti molto utile: METODO 3 × 15: La Scala Per Cambiare Vita In 45 Minuti Al Giorno
Azione esterna e lavoro interiore devono camminare insieme
Qui La Via dell’Amore potrebbe aiutarti a fare la differenza.
Se agisci fuori senza lavorare dentro, torni a sabotarti.
Se lavori dentro senza agire fuori, resti fermo.
Il bilancio di fine anno diventa potente quando unisci:
azioni pratiche (finanza, lavoro, tempo)
lavoro interiore (convinzioni, paure, identità)
È in questo equilibrio che nasce un cambiamento reale e duraturo.
Preparare il terreno, non forzare il risultato
Il vero obiettivo delle azioni non è “ottenere tutto subito”, ma è preparare il terreno.
Un buon bilancio di fine anno non dice:
“L’anno prossimo devo arrivare lì.”
Dice:
“L’anno prossimo creo le condizioni giuste.”
E quando le condizioni cambiano, i risultati arrivano da soli.
✉️ Conclusione
Il bilancio di fine anno non è un esame da superare, non serve a giudicarti, né a farti sentire in colpa per ciò che non hai fatto.
Serve a fermarti, a guardare con onestà dove stai andando, a riconoscere quali convinzioni ti hanno guidato, quali domande hai continuato a porti e quali scelte hai ripetuto in automatico.
Quando il bilancio di fine anno diventa consapevole, smette di parlare solo di soldi, ma parla anche di libertà, di tempo, di dipendenze, di allineamento.
La Via dell’Amore ti ricorda che il cambiamento vero non nasce dalla forza, ma dalla verità:
– Riconosci ciò che ti blocca
– Trasforma ciò che non ti serve più
– Agisci in modo coerente, un passo alla volta
Oggi stesso:
scegli una convinzione da osservare
fai una domanda diversa dal solito
compi un’azione piccola ma vera
Domani, ripeti.
Nel tempo cambiano le scelte.
E quando cambiano le scelte, cambia anche la direzione della tua vita.
Grazie per essere stato con me 🙏 Ora prova a costruire il tuo prossimo anno, non come una ripetizione del precendente…
ma come una nuova scelta consapevole.
Un caro abbraccio
Davide Bottero
Co-Founder di Progetto Libertà